THIS IS HOW I MET ADELE

È passata una settimana…che sia troppo presto o troppo tardi per scriverne, non è importante…perché è oggi che ho deciso di farlo…ed è così che so esprimermi, quindi mi accingo a farlo.

Era una sera di dicembre di tre anni fa, nel 2017. Mi ero trasferita a Milano da 3 mesi, precisamente su viale Monza, e una collega di lavoro mi aveva parlato di questo gruppo Facebook chiamato Nolo – Social district, dal nome del quartiere a nord di Loreto, una realtà territoriale socialmente attiva col fine ultimo di creare eventi, servizi, iniziative culturali e quindi connessioni tra vicini di casa. Ero particolarmente stanca quella sera, ma avevo letto della festa di Natale del quartiere che si sarebbe tenuta in una saletta del parco Trotter, e così la mia voglia di ricostruire una nuova vita in quella nuova città, dopo la negativa esperienza londinese, prese il sopravvento.

Una volta lì, venni accolta da alcuni ragazzi che mi dissero di posare la bottiglia di vino che avevo portato insieme alle tante vettovaglie accumulatesi sul lungo tavolo a sinistra della sala. Nel giro di 10 minuti iniziai a sentirmi un pesce fuor d’acqua e stavo quasi per andar via, quando vidi una ragazza dai capelli corti biondo cenere seduta su un divano con un bicchiere di vino mezzo vuoto che mi guardò a sua volta e mi sorrise. Non ricordo chi delle due parlò per prima, ma una ebbe il coraggio di farlo, come capendo al volo che fossimo entrambe a quella festa da sole e un po’ per caso. Ci trovammo molto bene sin da subito, con lei che aveva vissuto a Londra per qualche anno e io che ero appena tornata in Italia. Facemmo due chiacchiere con altre persone, in due era tutto più facile. Mangiammo, bevemmo e ci divertimmo. Ci facemmo anche un po’ “riconoscere”, perché ci mettemmo a ballare come delle scatenate con musica rock in sottofondo davanti al dj di Nolo, togliendoci i maglioni invernali e rimanendo solo in canotta, sudate, imbarazzate, ma felici, perché stavamo facendo quella follia insieme.

“Come hai detto che ti chiami?” – dissi urlando più della cassa.

“Adele, e tu?”

“Silvia! È un piacere conoscerti!”

Questo è il mio modo di ricordarti. Perché se dovesse venirmi l’Alzheimer, potrò sempre rileggere questo articolo e rivivere quel momento insieme a te.

Ciao Adele

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